Il duca silenzioso di Jess Michaels

Titolo Originale: The Silent Duke

Usa: 2017

Pagine: 234

Protagonisti: Ewan, Charlotte

Casa Editrice: The Passionate Pen LLC

Genere: Romance storico

Data di Uscita: 13 aprile 2021

Serie Il Club del 1797 #4

Il duca silenzioso di Jess Michaels

Nato muto, Ewan Hoffstead, Duca di Donburrow è stato maltrattato dal padre malvagio e dai suoi miserabili fratelli minori fino a quando non è intervenuto uno zio a salvare la situazione. Tuttavia, porta con sé le cicatrici del proprio passato, inclusa la terribile convinzione che forse una “persona come lui” non merita davvero il titolo che suo zio gli ha preservato combattendo duramente per lui.

Charlotte, rimasta vedova di recente, agli occhi della società è la virtuosa Contessa di Portsmith, ma quando è con Ewan, si sente ancora la ragazzina estasiata che lo ha incontrato decenni prima, quando suo fratello era il migliore amico di lui e di suo cugino.

Un viaggio programmato per trascorrere il Natale con le loro famiglie nella tenuta di Ewan riunisce i vecchi amici. Ma quando una tempesta impedisce agli altri di arrivare in tempo, Charlotte decide di smettere di vivere nella paura e di conquistare l’uomo che ha desiderato e amato per tutta la vita. Ewan non può resistere alla sua seduzione, ma teme di cedere al suo cuore. Soprattutto quando la famiglia che si era sbarazzata di lui ritorna e minaccia non solo la sua vita, ma quella della donna che ama.

In questi giorni in cui si fa tanto parlare del Disegno di Legge Zan e della sua necessità per la lotta alla discriminazione  per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’identità di genere e sulla disabilità, ho sentito il forte desiderio di leggere questo libro, nonostante sia il quarto della serie e io non abbia letto i primi tre (che, tempo permettendo, ho intenzione di recuperare).

Il protagonista, Ewan, Duca di Donburrow, soffre infatti di mutismo dalla nascita ed è stato per questo motivo discriminato, picchiato e fatto oggetto di scherno più volte dalla sua stessa famiglia che si vergogna di lui!

«Non costringerei nessuno, specialmente chiunque amassi, a vivere la vita che ho vissuto io.»

Io mi indigno facilmente perché sono di temperamento impulsivo e passionale, ma ci sono situazioni e parole che mi fanno proprio desiderare di infilare a suon di pugni i concetti nella testa delle persone. E vi giuro che al padre di Ewan rifilerei migliaia di concetti. Milioni, probabilmente.

«Mi vedeva come un’ombra su se stesso. Mi odiava perché lo facevo sembrare… debole.»

Questo cosiddetto padre, che potrei anche chiamare animale scusandomi comunque con qualunque essere vivente, decide che il suo primogenito “difettoso” è un’offesa al suo titolo e al suo ego e lo condanna all’odio perpetuo, insegnando quell’odio agli altri suoi figli e alla moglie, che chiamare madre è un insulto a ogni donna che si pregi di questo nome. Si nota per caso il veleno che sto sputando?

Ewan cresce nella convinzione di non valere nulla e di essere un idiota, ma non per questo perde la sua lealtà, la sua bontà e il suo altruismo. Certo, sono d’accordo con voi, è una favola perché se vieni allevato nell’odio non conosci altri sentimenti che quello, ma stiamo parlando di romance e quello che conta qui è l’argomento e come l’autrice tenti di trasformarsi nel destino giustiziere che raddrizza torti e dispensa punizioni.

Chi cerca di raddrizzare i torti in questa vicenda sono dapprima gli zii di Ewan che lo prendono in casa quando il “padre” vorrebbe gettarlo in manicomio, che, ricordiamolo e indigniamoci tutti insieme,  era una specie di morte da vivi, un limbo dove si trascorreva la vita senza stimoli e senza contatti umani, colpevoli solo di non essere “perfetti” (Dio come odio questa parola) e aspettando la morte come una liberazione.

In qualche modo Ewan arriva all’età adulta, sempre convinto di valere niente perché il lavaggio del cervello del genitore ha ottenuto i suoi effetti, e ottiene il titolo di Duca che gli spetta. E qui arriva la nostra bellissima eroina, Charlotte, ovvero la nuova raddrizza torti, difensore ufficiale e voce parlante del buon Duca. Il resto è romance puro in ogni pagina, con il valore aggiunto di una scrittura impeccabile e di una buona traduzione.

«Se avessi una vita con te, la vivrei volentieri uccidendo i tuoi draghi. Mi aspetto che tu uccida il mio. L’amore è questo.»

Una lettura da non perdere se siete amanti di questo genere storico e se volete riflettere una volta di più sulla necessità di cambiare un modo di pensare antico quanto il mondo, e dal quale è assolutamente necessario evolverci. Prima di subito.

Giudizio:

Classificazione: 5 su 5.

Sensualità:

Violenza:

Navillus

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