Il bersaglio su di noi di JM Darhower

Titolo Originale: Target On Our Backs

Usa: 2016

Pagine: 356

Protagonisti: Ignazio & Karissa

Casa Editrice: Hope Edizioni

Genere: Mafia Romance

Data di Uscita: 25 Maggio 2021

Serie Monster in his eyes #3

Il bersaglio su di noi di JM Darhower

Il modo migliore per mantenere una promessa è non farla.

Non molto tempo fa, in una cappella di Las Vegas, ho giurato di amare Karissa per il resto della mia vita. Ma nessuno può promettere un numero infinito di giorni. Nessuno può garantire quanto durerà.Per uno come me, poi, il futuro è ancora più incerto. A volte, tutto ciò che si può avere è il presente.

Carpe diem. Cogli l’attimo. Ho sperato che fosse finita e che avremmo potuto essere felici, ma ci sono persone che continuano a ostacolare la mia intenzione di vivere in pace. In passato, le mie mani si sono macchiate di tanto sangue e adesso qualcuno vuole che io paghi per questo.

Ogni vero uomo che aspira al “vissero per sempre felici e contenti” è disposto a lottare affinché il suo desiderio si avveri, e ora che hanno messo un bersaglio anche su Karissa, oltre che su di me, non resterò inerme. Nessuno sarà mai al sicuro, quando si tratta di proteggere la donna che amo e la vita per cui mi sono battuto.

«Sono… solo stanca di non avere mai un terreno stabile sotto i piedi. Mi sento come se stessimo precipitando, mentre il resto del mondo, intorno a noi, continua a muoversi, rapido, e io non so come farlo rallentare per poterci atterrare sopra senza farci male.»
«Lo so,» risponde piano «ma è quello che succede quando ti innamori di una forza della natura.»

Ecco che cos’è Naz: una forza della natura. Con la sua sicurezza, le poche parole e le decisioni ponderate ma immutabili (se riguardano cose veramente importanti, che per lui sono poche, ma su questo argomento ritornerò più avanti), Ignazio Vitale sembra davvero un killer professionista, un assassino feroce a sangue freddo, un cecchino dei più spietati e dalla mira infallibile. E costruire un personaggio così, renderlo nonostante tutto umano, fartelo riuscire non solo simpatico ma in grado di affabularti, non è assolutamente un compito facile. Perciò per la terza volta da quando ho iniziato la lettura di questa serie magica, rendo onore alla Darhower per il suo talento.

Considerando pure che accanto ad un uomo di tale portata ha messo un’eroina delle migliori: non troppo perfetta, ma decisamente notevole, intelligente e scaltra ma a tratti distratta e ogni tanto ingenua, come una persona normale che non è abituata a setacciare ogni minuto della propria giornata ogni più piccola porzione della propria vita in cerca di… qualunque cosa. E per questo viene fuori molto più credibile, vera.

E per lo stesso motivo uno come Naz, che di “normale” e “naturale” ha vissuto davvero poco, ne resta affascinato. Insieme sono perfettamente compatibili, come pane e nutella. Che delizia. Okay, sto divagando.

«Non c’è motivo di portarli, Karissa. Niente è necessario… sono solo cose. Sono ripartito da zero una volta, in passato, e sono più che felice di farlo ancora.»

Naz è tutto il contrario di un accumulatore seriale. Le cose per lui servono solo a renderti la vita comoda, ma sono solo cose e quindi sostituibili. È un filosofo di strada, uno che le sue certezze se le è trovate cercando come sopravvivere e imparando a piegare le circostanze a proprio vantaggio. Il che si può fare solo con grande intelligenza e determinazione.

 E vogliamo parlare poi della scrittura? Confessiamolo, le trilogie ormai hanno un po’ annoiato: sempre gli stessi personaggi, sempre le stesse situazioni, poche variabili, molte scene ripetute. Ma qui?

Qui ci sono scene che se chiudo gli occhi posso vedere e rivedere: il cipiglio incredulo e impaziente di Karissa contrapposto al sopracciglio inarcato e lo sguardo fintamente annoiato di Naz, mentre al ritorno di lei dall’Università finge di aver letto il giornale tutto il pomeriggio, come se nel suo bagagliaio non ci fossero sempre nascosti dei… segreti. Ogni. Volta.

Quell’ostentazione, quella calma serafica e quella sicurezza (“Tornerò sempre da te. Te lo prometto”) sono assolutamente gli aspetti più affascinanti di un personaggio simile, mostro solo per i suoi nemici ma troppo umano per coloro che ama. Ecco, questi ultimi sono molto pochi. Forse solo due. Del resto un mostro non ha amici, eppure Naz è leale e sincero, finché proprio non gli si lascia altra scelta che spargere sangue. (“Ho posti da raggiungere. Gente da incontrare. Sangue da versare. Sapete tutti come funziona.”)

La Darhower affida al pensiero di Karissa la definizione dell’essenza di Naz: uno che sa cosa è davvero importante e cosa si può “buttare via”.

“Ogni ricordo, bello o brutto che sia. Non ho dimenticato niente. Non ho bisogno di portare questa roba con me per ricordarmene. I ricordi sono tutto ciò che conta.”

“Ironico, in realtà, dal momento che a me piacerebbe dimenticare alcune cose. Naz, invece, le accetta. Non lascia che siano i suoi ricordi a definire chi è. Se da un lato ho sempre invidiato la resilienza di Melody, in realtà è la tenacia di Naz che vorrei tanto possedere. Sembra che niente sia in grado di abbatterlo.”

Insomma l’ultimo atto di una trilogia non solo fantastica ma che va in crescendo, capitolo dopo capitolo, non poteva essere altro che… esplosivo!

So già che questo assassino gentiluomo resterà molto a lungo nei miei pensieri…

Grazie ancora una volta, J.M.

Giudizio:

Classificazione: 5 su 5.

Sensualità:

Violenza:

Navillus

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